Come ottenere la certificazione Halal: iter, tempi e documenti

· 7 min di lettura · a cura di HQC Italia

Certificare un prodotto Halal non significa soltanto escludere alcuni ingredienti. Significa dimostrare, con evidenze documentali e verifiche in stabilimento, che l'intera filiera — materie prime, impianti, stoccaggio e trasporto — rispetta i requisiti richiesti dai mercati islamici di destinazione. Ecco come si svolge concretamente il percorso.

In sintesi: il percorso si articola in cinque fasi — richiesta e preventivo, analisi documentale degli ingredienti, audit in stabilimento, emissione del certificato e sorveglianza periodica. La durata complessiva dipende dalla complessità del prodotto e dal numero di fornitori coinvolti.

Fase 1 — Richiesta e preventivo

Il punto di partenza è la descrizione di ciò che si vuole certificare: tipologia di prodotto, stabilimenti coinvolti e soprattutto i mercati di destinazione. Quest'ultimo punto è decisivo, perché i requisiti non sono identici ovunque: Arabia Saudita, Emirati Arabi, Indonesia e Malesia applicano standard e riconoscimenti differenti, e l'ente certificatore deve essere accreditato presso l'autorità del Paese verso cui si esporta.

In HQC Italia il preventivo è gratuito e senza impegno. Serve a definire il perimetro dell'audit e a stimare tempi e costi prima di qualsiasi impegno formale.

Fase 2 — Analisi degli ingredienti e della filiera

È la fase più sottovalutata dalle aziende ed è quella dove emergono la maggior parte delle criticità. Ogni ingrediente e coadiuvante tecnologico viene esaminato risalendo alla sua origine. I punti di attenzione più frequenti riguardano:

Quando la documentazione del fornitore non è sufficiente a dimostrare la conformità, si ricorre alle analisi di laboratorio. HQC si avvale di laboratori accreditati ISO/IEC 17025 per analisi su DNA, proteine, alcol e contaminanti.

Fase 3 — Audit in stabilimento

L'audit verifica sul campo ciò che la documentazione dichiara. Il team è composto da auditor tecnici e da esperti di affari islamici, perché la valutazione ha sia una componente di processo sia una componente rituale e dottrinale.

Durante la visita vengono esaminati in particolare:

Fase 4 — Emissione del certificato

Chiusi gli eventuali rilievi emersi in audit, l'ente emette il certificato. Il documento indica i prodotti coperti, gli stabilimenti autorizzati e la validità temporale. Il certificato HQC è riconosciuto in oltre 50 Paesi islamici.

Fase 5 — Sorveglianza e rinnovo

La certificazione non è un atto definitivo: prevede una sorveglianza periodica che verifica il mantenimento delle condizioni accertate in fase di audit. Vanno inoltre comunicate tempestivamente all'ente le modifiche rilevanti — cambio di un fornitore, riformulazione di una ricetta, nuova linea produttiva — perché possono incidere sulla validità del certificato.

I riconoscimenti internazionali contano più del certificato in sé

Un certificato Halal vale quanto vale l'ente che lo emette agli occhi dell'autorità del Paese importatore. Prima di scegliere un certificatore, verificate che sia riconosciuto dall'autorità del vostro mercato di sbocco.

MercatoAutorità di riferimento
Arabia SauditaSASO, SFDA
Emirati Arabi Uniti e GolfoGAC, EIAC
IndonesiaMUI, BPJPH
MalesiaJAKIM
SingaporeMUIS
ThailandiaCICOT

HQC Italia opera in conformità agli standard internazionali OIC/SMIIC 1:2019, OIC/SMIIC 2:2019, OIC/SMIIC 4:2018, GSO 2055-1:2015, GSO 2055-2:2021, UAE.S 2055-1:2015, UAE.S 2055-2:2016, MS 1500:2019 e al Decreto BPJPH 78/2023.

Domande frequenti

Quanto dura il percorso di certificazione?

Dipende dalla complessità del prodotto e dal numero di fornitori da verificare. Un prodotto monoingrediente con filiera corta richiede molto meno di un prodotto composto con decine di materie prime importate. La fase che allunga di più i tempi è quasi sempre la raccolta delle dichiarazioni dai fornitori.

Serve un certificato diverso per ogni Paese di export?

Non necessariamente. Un certificato emesso da un ente riconosciuto dall'autorità di destinazione è generalmente accettato, ma i requisiti vanno definiti in partenza in base ai mercati dichiarati. È il motivo per cui indicare fin dal preventivo dove si intende esportare fa risparmiare tempo e costi.

La certificazione riguarda solo il settore alimentare?

No. Sono certificabili anche cosmetica, farmaceutica, logistica e trasporti, ristorazione e hotellerie, oltre naturalmente a carni e macellazione.

Cosa succede se cambio un fornitore dopo la certificazione?

Va comunicato all'ente. Un ingrediente equivalente sul piano tecnico può avere un'origine diversa sul piano Halal, quindi la sostituzione richiede una nuova valutazione documentale prima di essere impiegata nei lotti certificati.

Vuoi sapere cosa serve per il tuo prodotto?

Descrivici il prodotto e i mercati di destinazione: ti prepariamo un preventivo gratuito e senza impegno.

📧 anis.youssef@halaloffice.com
📞 +39 338 965 2911

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