Gli accordi di mutuo riconoscimento tra enti di certificazione Halal si moltiplicano, ma la frammentazione del sistema crea rischi concreti per le aziende che esportano. Scegliere l'ente sbagliato può significare riottenere la certificazione da zero su ogni mercato. Ecco cosa deve sapere un'azienda agroalimentare italiana.
Quando un'azienda italiana decide di certificarsi Halal per accedere ai mercati islamici, la prima domanda che si pone è quasi sempre: «Quanto costa e quanto tempo ci vuole?». La domanda giusta, però, è un'altra: «Il certificato che ottengo vale davvero nel Paese in cui voglio vendere?»
Un'analisi recente di Halal Times ha messo in evidenza quello che gli addetti ai lavori chiamano il «problema della frammentazione»: nel mondo esistono decine di enti di certificazione Halal, ciascuno con i propri standard, i propri accordi e il proprio perimetro di riconoscimento. Gli accordi di mutuo riconoscimento (MRA, Mutual Recognition Agreement) tra questi enti si moltiplicano, ma non coprono tutti i mercati allo stesso modo, e un certificato valido in un Paese può risultare del tutto inutile in un altro.
Un accordo di mutuo riconoscimento Halal è un'intesa formale tra due organismi di certificazione — o tra un organismo e un'autorità governativa — con cui ciascuno accetta i certificati dell'altro come equivalenti. In teoria, semplificano l'accesso ai mercati. In pratica, il sistema è molto più complicato.
La notizia riportata da Halal Times cita l'esempio dell'Indonesia: il BPJPH, l'ente governativo indonesiano preposto alla certificazione Halal, ha firmato accordi di mutuo riconoscimento con 37 organismi stranieri. Tra questi, solo 9 sono stati ammessi alla piena accettazione dei certificati. Gli altri 28 restano in una zona grigia, e i loro certificati potrebbero non essere sufficienti per l'accesso al mercato indonesiano.
Per un'azienda italiana che ha ottenuto la certificazione da un ente non incluso in quell'elenco, il rischio è concreto: dover ricominciare l'iter da capo, con costi aggiuntivi e tempi che possono allungarsi di mesi.
La logica degli MRA sembra semplice, ma nasconde una complessità strutturale. Ogni Paese importatore — Malaysia, Indonesia, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Singapore, Thailandia — ha la propria autorità competente, i propri criteri di riconoscimento e i propri aggiornamenti periodici delle liste degli enti accreditati. Questi aggiornamenti avvengono spesso senza preavviso pubblico, e le aziende che non monitorano la situazione possono trovarsi con un certificato scaduto di valore commerciale prima ancora che scada di data.
La situazione si complica ulteriormente quando un'azienda vuole vendere su più mercati contemporaneamente. Un ente riconosciuto in Malaysia potrebbe non esserlo in Arabia Saudita. Un ente accreditato per il mercato indonesiano potrebbe non figurare nella lista degli organismi accettati dagli Emirati. Ogni mercato ha le proprie regole, e la scelta iniziale dell'ente di certificazione condiziona tutte le opportunità commerciali successive.
Di fronte a questo scenario, la strategia corretta non è cercare l'ente più economico o più rapido, ma quello con il portafoglio di riconoscimenti più ampio e verificato. Ecco i passi concreti da seguire:
La risposta al problema della frammentazione è, in sostanza, concentrare la certificazione in un unico ente che abbia già risolto il problema del riconoscimento su scala globale. HQC Italia opera in questo settore dal 1983 ed è accreditata o riconosciuta dalle autorità competenti di oltre 50 Paesi islamici, tra cui SASO e SFDA per l'Arabia Saudita, GAC ed EIAC per gli Emirati e il Golfo, JAKIM per la Malaysia, MUI e BPJPH per l'Indonesia, MUIS per Singapore e CICOT per la Thailandia. Questo significa che un'azienda che certifica con HQC Italia ottiene un unico certificato che le autorità dei principali mercati di destinazione già conoscono e accettano, senza dover ripetere l'iter su ogni singolo Paese.
In un sistema globale in cui gli MRA si moltiplicano ma non si armonizzano, la scelta dell'ente non è un dettaglio amministrativo: è una decisione strategica che apre o chiude mercati.
Per sapere se la propria azienda è nelle condizioni di accedere ai mercati di interesse, HQC Italia fornisce un preventivo gratuito entro 24 ore.
Fonte: Halal Times – Halal Mutual Recognition Agreements And The Fragmentation Problem
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