Indonesia e Svezia firmano un accordo Halal: cosa cambia per le aziende italiane che esportano a Giacarta

· 6 min di lettura · a cura di HQC Italia

Indonesia e Svezia firmano un accordo Halal: cosa cambia per le aziende italiane che esportano a Giacarta

Il 7 agosto 2026 l'ente indonesiano BPJPH e lo svedese Scandinavian Halal Certification hanno firmato un Mutual Recognition Agreement. La notizia sembra lontana dall'Italia, ma spiega esattamente come funziona il meccanismo che permette a un'azienda agroalimentare italiana di vendere in Indonesia senza ricertificarsi a Giacarta. Ecco cosa significa nella pratica.

Cosa è successo

Il 7 agosto 2026, l'agenzia governativa indonesiana per la garanzia dei prodotti Halal — BPJPH (Badan Penyelenggara Jaminan Produk Halal) — ha firmato un Mutual Recognition Agreement (MRA) con lo svedese Scandinavian Halal Certification (SHC). Lo scopo, riportato da RRI.co.id e ripreso da HalalFocus, è facilitare il commercio Halal internazionale e rafforzare il ruolo dell'Indonesia nella definizione degli standard globali.

Un MRA è, in sostanza, un accordo bilaterale con cui due enti si riconoscono reciprocamente: il certificato rilasciato da uno viene accettato dall'altro senza dover ripetere l'intero processo di verifica. Per l'Indonesia, che dal 18 ottobre 2026 renderà obbligatoria la certificazione Halal per tutti i prodotti trasformati in vendita sul territorio nazionale, costruire questa rete di accordi è una priorità strategica.

Perché questo accordo interessa un'azienda italiana

A prima vista, un accordo tra Indonesia e Svezia sembra non riguardare l'Italia. In realtà mette in luce un meccanismo che vale anche per le imprese agroalimentari italiane: la scelta del certificatore europeo conta, perché determina se il certificato viene accettato direttamente in Indonesia oppure no.

BPJPH pubblica e aggiorna un elenco di enti certificatori esteri riconosciuti. Solo i certificati rilasciati da organismi presenti in quell'elenco consentono a un prodotto importato di circolare legalmente in Indonesia dopo l'entrata in vigore dell'obbligo. HQC Italia figura tra gli enti riconosciuti da BPJPH, insieme a MUI: questo significa che un'azienda italiana che ottiene la certificazione Halal da HQC può esportare in Indonesia senza dover avviare una procedura separata con un ente locale.

Ogni nuovo MRA firmato da BPJPH allarga la rete dei certificatori accettati. La firma con SHC dimostra che l'Indonesia sta accelerando questo processo e che, nel prossimo futuro, il numero di enti europei riconosciuti potrebbe crescere ulteriormente. Per un'azienda italiana, questo rende ancora più urgente capire se il proprio certificatore attuale è già nell'elenco BPJPH oppure no.

Cosa rischia concretamente un'esportatore italiano

Se un'azienda italiana esporta prodotti trasformati in Indonesia con un certificato Halal rilasciato da un ente non riconosciuto da BPJPH, dal 18 ottobre 2026 quel certificato non sarà sufficiente per sdoganare la merce. Le conseguenze pratiche possono includere:

Il problema non riguarda solo chi già esporta. Molte aziende italiane stanno valutando l'Indonesia come nuovo mercato di sbocco proprio in questo periodo: partire con un certificato non riconosciuto significa costruire su basi instabili.

Come funziona il riconoscimento: il percorso pratico

Il processo che porta un ente certificatore europeo a essere riconosciuto da BPJPH prevede una valutazione tecnica, la verifica degli standard adottati e, spesso, la firma di un accordo bilaterale formale — esattamente quello che BPJPH ha appena fatto con SHC. HQC Italia ha completato questo percorso ed è presente nell'elenco ufficiale BPJPH.

Per un'azienda agroalimentare italiana, il percorso operativo è il seguente:

Il quadro più ampio: l'Indonesia come mercato strategico

L'Indonesia è il Paese con la più grande popolazione musulmana al mondo. La firma di accordi MRA con enti europei, come quello siglato con SHC il 7 agosto 2026, è parte di una strategia deliberata per attrarre prodotti Halal certificati da tutto il mondo, aumentare la varietà dell'offerta interna e al tempo stesso garantire che i controlli siano rigorosi.

Per le aziende italiane del settore agroalimentare — in particolare quelle attive nella produzione di alimenti trasformati, ingredienti, condimenti, prodotti da forno e derivati del latte — l'Indonesia rappresenta un mercato ad alto potenziale, a condizione di avere in ordine la documentazione Halal riconosciuta dalle autorità locali.

Il passo successivo

Se la tua azienda esporta o vuole esportare in Indonesia, la prima verifica da fare è controllare se il tuo attuale certificato Halal — ammesso che tu ne abbia uno — è rilasciato da un ente riconosciuto da BPJPH. Se non hai ancora una certificazione o stai valutando di cambiarla, HQC Italia può fornire un preventivo gratuito entro 24 ore e indicarti quali mercati copre la certificazione in base al tuo settore specifico.

Fonte: HalalFocus, «Indonesia Strengthens Global Halal Standards with Sweden Pact», 14 agosto 2026, basato su RRI.co.id, Misni Parjiati, 7 agosto 2026.

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