Malaysia e Indonesia creano il Consiglio Halal bilaterale: cosa cambia per un'azienda italiana che esporta in entrambi i Paesi

· 7 min di lettura · a cura di HQC Italia

Malaysia e Indonesia creano il Consiglio Halal bilaterale: cosa cambia per un'azienda italiana che esporta in entrambi i Paesi

Malaysia e Indonesia hanno annunciato la creazione di un Consiglio Halal bilaterale per ridurre le barriere normative tra i due maggiori mercati halal del Sud-Est asiatico. Per un'azienda agroalimentare italiana che esporta — o vuole esportare — in entrambi i Paesi, si apre uno scenario nuovo: meno duplicazioni burocratiche, ma anche nuove aspettative di conformità. Ecco cosa significa nella pratica.

Due mercati, un unico ostacolo finora: standard diversi

Chi ha già affrontato la certificazione halal per l'Indonesia sa bene quanto il percorso verso il riconoscimento da parte di BPJPH sia diverso da quello richiesto da JAKIM in Malaysia. Moduli differenti, procedure distinte, requisiti di audit non sempre sovrapponibili. Finora un'azienda italiana che voleva vendere in entrambi i Paesi doveva di fatto gestire due iter paralleli, spesso con tempistiche e costi raddoppiati.

Il 25 settembre 2026, a margine del Malaysia International Halal Showcase (MIHAS 2026) a Kuala Lumpur, il Vice Primo Ministro malese Ahmad Zahid Hamidi ha annunciato la nascita del Malaysia-Indonesia Halal Council, un organo bilaterale con l'obiettivo esplicito di armonizzare requisiti e procedure per facilitare il commercio transfrontaliero di prodotti halal tra i due Paesi. La notizia è stata riportata da Halal Times e confermata da Salaam Gateway.

Perché questa notizia riguarda anche le aziende italiane

Malaysia e Indonesia sono due dei mercati islamici più rilevanti al mondo. L'Indonesia è il Paese con la più grande popolazione musulmana del pianeta; la Malaysia è il riferimento globale per gli standard halal e ospita JAKIM, uno degli enti di accreditamento più riconosciuti a livello internazionale. HQC Italia è riconosciuta da entrambi: da BPJPH e MUI per l'Indonesia, da JAKIM per la Malaysia.

La creazione di un Consiglio bilaterale non è un fatto puramente diplomatico: ha implicazioni dirette per chi esporta o vuole esportare in questi mercati. Vediamo quali.

Cosa potrebbe cambiare concretamente

Cosa deve fare un'azienda italiana adesso

Il primo passo, se non è già stato fatto, è verificare con quale ente di certificazione si lavora e se questo ente è riconosciuto sia da JAKIM che da BPJPH. Non tutti gli enti europei hanno entrambi i riconoscimenti. HQC Italia li ha entrambi, il che significa che un'azienda certificata con HQC può esportare in Malaysia e in Indonesia con un unico interlocutore certificativo.

Il secondo passo è non aspettare che l'armonizzazione sia completata per iniziare il percorso. I processi di riconoscimento bilaterale richiedono tempo; le aziende già certificate quando le nuove regole entreranno in vigore partiranno avvantaggiate, sia in termini di accesso al mercato sia in termini di reputazione presso i buyer locali.

Il terzo elemento da considerare è la documentazione interna: un'azienda che vuole essere pronta per un sistema halal armonizzato deve avere procedure di controllo della filiera, registrazioni di lotto e gestione degli ingredienti ben strutturate. Questi aspetti vengono valutati negli audit halal e diventano ancora più rilevanti quando gli standard di due Paesi si integrano.

Il contesto più ampio: MIHAS 2026 e la maturità del mercato halal

Il MIHAS 2026 ha segnato un'ulteriore evoluzione del mercato halal globale: come riportato da Halal Times, i premi assegnati alle aziende partecipanti hanno cominciato a valorizzare non solo la qualità del prodotto, ma anche la trasformazione digitale e la capacità di tracciare la filiera. È un segnale chiaro: il mercato halal sta diventando più sofisticato, e le aziende italiane che vogliono competere devono adeguarsi a questa maturità.

La certificazione halal non è più solo un requisito burocratico per varcare una dogana: è un elemento di posizionamento commerciale in un ecosistema che vale miliardi di euro e che sta rapidamente costruendo le proprie infrastrutture di governance a livello regionale e globale.

Come iniziare

HQC Italia, primo ente di certificazione halal in Europa dal 1983 e riconosciuto da JAKIM (Malaysia), BPJPH e MUI (Indonesia), MUIS (Singapore) e CICOT (Thailandia), offre un preventivo gratuito entro 24 ore. Se stai valutando l'accesso al mercato del Sud-Est asiatico o vuoi verificare se la tua certificazione attuale copre entrambi i mercati, è il momento giusto per farlo.

Fonte: Halal Times, 25 settembre 2026; HalalFocus, 25 settembre 2026.

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