HQC Italia accreditata BPJPH anche per cosmetica e farmaceutica

· 5 min di lettura · a cura di HQC Italia

Certificato Halal HQC Italia approvato per l'export verso il Sud-Est asiatico

BPJPH, l'Agenzia indonesiana per la Garanzia dei Prodotti Halal, ha approvato l'estensione dell'accreditamento di HQC Italia a due nuovi ambiti: cosmetica e farmaceutica. Per le aziende italiane di questi settori significa una cosa precisa: l'iter per il mercato indonesiano può essere avviato e seguito in Italia, in italiano, con un ente riconosciuto direttamente dall'autorità di Giacarta.

In sintesi: l'accreditamento di HQC Italia come Lembaga Halal Luar Negeri (organismo Halal estero riconosciuto da BPJPH) copre oggi cinque categorie: alimenti, bevande, farmaceutico, cosmetica e prodotti chimici. I certificati rilasciati in questi ambiti sono registrabili in Indonesia senza passaggi da intermediari esteri.

Cosa significa "accreditamento BPJPH"

In Indonesia la certificazione Halal non è una scelta commerciale ma un requisito di legge, gestito dallo Stato attraverso BPJPH (Badan Penyelenggara Jaminan Produk Halal). Un'azienda straniera non si certifica direttamente presso l'agenzia: ottiene il certificato da un ente estero che BPJPH ha riconosciuto e lo registra poi sul mercato indonesiano. Il riconoscimento non è generico: vale per ambiti specifici. Un ente può essere riconosciuto per gli alimenti e non per i cosmetici, e in quel caso il suo certificato, per un rossetto o una crema, in Indonesia non produce effetti.

È per questo che l'estensione appena ottenuta conta. Fino a oggi molte imprese cosmetiche e farmaceutiche italiane, pur avendo un certificato Halal, si trovavano a doverlo rifare o integrare tramite organismi esteri per entrare in Indonesia. Da ora l'intero percorso, audit compreso, può essere gestito dalla sede di Roma.

Perché arriva nel momento giusto

L'Indonesia applica l'obbligo Halal per fasi. Dopo alimenti e bevande, dal 17 ottobre 2026 l'obbligo si estende ai prodotti cosmetici e ad altre categorie non alimentari. Un prodotto che arriva alla dogana senza un certificato riconosciuto da BPJPH, da quella data, non entra. Per i farmaci il calendario è articolato per tipologia di prodotto e va verificato caso per caso, ma la direzione è la stessa.

Con oltre 280 milioni di abitanti e una classe media in crescita, l'Indonesia è il primo mercato Halal al mondo anche per la cosmetica. Il "made in Italy" nella cura della persona ha una reputazione consolidata nel Sud-Est asiatico: la certificazione riconosciuta è ciò che trasforma quella reputazione in accesso effettivo agli scaffali.

Attenzione ai tempi. L'iter di certificazione richiede la raccolta della documentazione dei fornitori per ogni ingrediente, la verifica delle linee e un audit in stabilimento. Chi inizia oggi arriva alla scadenza di ottobre con margine; chi aspetta l'ordine del distributore indonesiano rischia di trovarsi con la pratica ancora aperta.

Cosmetica: dove si concentrano i rischi Halal

Nel settore cosmetico i punti critici sono ricorrenti e quasi sempre gli stessi. Li abbiamo riassunti nella linea guida HQC "Punti di Controllo Halal – Settore Cosmetico", ora disponibile in italiano nella pagina Moduli e Linee Guida. In estrema sintesi:

AreaCosa viene verificato
Materie prime di origine animale Collagene, glicerina, acido stearico, alcoli grassi, enzimi: serve la tracciabilità fino alla fonte e, per i derivati animali, la macellazione Halal.
Alcol e veicoli per fragranze L'alcol non può essere impiegato se non valutato e consentito dagli standard applicabili; i profumi sono la categoria a rischio più alto.
Emulsionanti, tensioattivi, pigmenti Anche in piccole quantità vanno certificati Halal o supportati da documentazione sufficiente.
Stabilimenti multiuso Separazione delle linee, pulizia e prevenzione della contaminazione incrociata devono essere dimostrabili, non solo dichiarate.
Terreni di coltura Per gli ingredienti di origine microbica, i terreni devono essere privi di sostanze najis o haram.

Farmaceutica: un ambito con regole proprie

Per i prodotti farmaceutici il tema Halal riguarda soprattutto gli eccipienti, le capsule (gelatina), i solventi e i processi di fermentazione. La classificazione del rischio segue la tabella HQC di Risk Classification, anch'essa scaricabile dal sito, e l'iter di certificazione si adatta alla complessità del prodotto. Anche qui il vantaggio dell'accreditamento diretto è concreto: un unico interlocutore in Italia, un unico audit, un certificato che BPJPH riconosce.

Come si procede

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